La
Ducea, propone una variopinta quantità di frutti e di risorse
agricole oltre che di un affermata produzione bovina e casearia. Formaggi
caserecci, ricotta, castrato, salame e prodotti derivati dai maiali
selvatici che popolano i boschi dei Nebrodi e dell' Etna, solo per
citarne alcuni, oltre che il pane di casa fatto in contrada Serra (
vicino al castello Nelson) dal sapore e dal profumo inconfondibile,
fatto secondo le tradizioni del luogo. Chiaramente, non mancano gli
ottimi vini, e Randazzo è la cittadina più rinomata in tal senso.
Doverosa è la citazione destinata alle succose e dolci pesche di
Maniace, orgoglio del luogo insieme alle pere. La diffusione di questi
frutti nella Ducea è legata all'iniziativa degli amministratori di
questa, che nel secondo dopoguerra fecero in modo che le colture di
queste, diventassero stabili. I fertili e ben drenati terreni dell'alta
valle del Simeto hanno poi favorito il tutto. Certamente importante è
la fragola di Maletto, famosa in tutto il mondo. Gelati, torte, dolci e
persino un ottimo risotto, vengono realizzati utilizzando lo squisito
frutto malettese. Le mandorle, i menduri nel dialetto Brontese, hanno
in questa fetta di Sicilia baciata dal Padre Eterno, caratteristiche
che le danno un sapore più accentuato rispetto alle altre. Contengono
infatti molta più amigdalina in relazione alle normali mandorle. Ma,
altrettanto certamente, il frutto che più d'ogni altro occupa il ruolo
d'immagine dell'intero territorio della Ducea è il pistacchio. Questo,
in Sicilia, é conosciuto già; a partire dall'età romana.
Infatti, sembra che il pistacchio sia stato importato dall'oriente,
più o meno dall'area sirio-palestinese, dove la pianta era diffusa e
da dove in precedenza i fenici partivano per diffonderla in altre aree
d'oriente. Il pistacchio quindi è presente in Sicilia da duemila anni,
ma fu soltanto con la dominazione musulmana che cominciò ad essere
coltivato in maniera tale da diventare, almeno per il territorio
brontese, una fondamentale risorsa economica. I musulmani diffusero la
coltura nel territorio etneo, dove il terreno lavico ed un microclima
particolare fra i 300 ed i 700 metri si rivelarono ideali più che in
altre zone della Sicilia. I termini dialettali "frastuca" e
"frastucara" con i quali si indicano rispettivamente il frutto e la
pianta testimoniano chiaramente l'origine araba, pur se ci troviamo in
un territorio dell' isola (il Val Demone) dove la presenza musulmana fu
meno influente rispetto alla Sicilia occidentale. Il pistacchio oggi è
presente, oltre che a Bronte, anche in discreta quantità nel
vicino territorio di Adrano, ed in quantità più ridotte anche a
Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Belpasso, Camporotondo. Le
caratteristiche del clima e del terreno danno un prodotto di dimensioni
inferiori e con semi di colore verde rispetto a quelli prodotti in
altri paesi, che hanno semi di colore giallastro. Dai dolci alla cucina
salata è l'oro verde di Bronte a permette di realizzare succulenti
pietanze: penne, scaloppine, pesto, crema da spalmare, torte, dolci e
gelati sono solo alcuni esempi di possibili piatti in cui l'
ingrediente principe è il pistacchio. Per quanto riguarda la cucina
tipica del luogo, ovviamente in questa si troveranno i prodotti che
caratterizzano la ricca Ducea Nelson. Un antipasto a base di formaggio
pecorino e di cascavallu , la provola dei Nebrodi, i funghi di ferla e
del salame locale accompagnato dallo squisito pane di Maniace dovrebbe
certamente rappresentare un ottimo inizio di pranzo. Per quanto
riguarda la pasta si può citare un primo piatto davvero succulento i
maccarruni, bastoncini di pasta semplice arrotolati a mano attorno ad
un filo di giunco, conditi poi con del sugo di coniglio selvatico. Ma
come varietà di primi piatti ci si può davvero sbizzarrire:
dalle pennette al pistacchio agli spaghetti con il sugo delle
sparacogne (verdura che si raccoglie tra Marzo e Maggio utilizzata
nella cucina solo da queste parti), dal risotto con le fragole di
Maletto alla pasta 'ncasciata, (che qui rispetto al resto della Sicilia
segue un procedimento diverso), ecc. Come secondi piatti si devono
tenere certamente in considerazione tra le diverse varietà di
carne, il coniglio selvatico dell' Etna, oppure il castrato. Per quanto
riguarda i dolci, oltre a quelli già citati che utilizzano il
pistacchio o la fragola, esistono nella Ducea dei Nelson altri
succulenti manicaretti. Pensiamo ad esempio ai cosa ruci, dolci a base
di mandorla e pasta reale che nella tradizione venivano offerti agli
ospiti in occasione di battesimi o fidanzamenti. Tipici dolci natalizi,
sono nella tradizione brontese i biscotti ad "S", realizzati con
farina, lievito di casa e sugna. Tipicamente brontese è la filletta ,
dolce realizzato con un soffice impasto di uova, zucchero e farina
cotto sulla brace con la caratteristica della doppia fonte di calore, (
si utilizzano infatti due piccoli bracieri). La filletta avrà una
forma circolare sollevata nella parte centrale. Le dosi utilizzate per
realizzare questo dolce sono segrete, e pochi sono coloro i quali sanno
realizzare questa delizia unica al mondo. Per quanto riguarda la
descrizione del sapore di questa e di tutte le altre succulenti
pietanze, il consiglio migliore è quello di venire direttamente ad
assaggiarle! |
 Arancino al pistacchio (Foto Cristiano Corsini)
 Pennette al pistacchio
 Salame di Suino Nero dei Nebrodi
 Pesche Tabacchiere di Maniace
 Vini di Randazzo e del territorio etneo
 Torta con le fragole di Maletto
 Le Fillette
 Torrone al pistacchio
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