- Visita Centro storico di Randazzo
Il nome di questa cittadina per alcuni deriva da Rannazzu, (molto grande), per altri da Randas, un governatore bizantino, per altri ancora si tratterebbe dell’antica Tissa, cittadina citata da Cicerone nelle “Verrine”.Il paese si è formato su tre nuclei culturalmente differenti, che però hanno saputo coesistere tra loro e sono un fulgido esempio della mescolanza di culture in Sicilia.Ogni quartiere ha una cadenza dialettale che ancora oggi è abbastanza riscontrabile, ed ogni quartiere ha la sua chiesa. Santa Maria è la chiesa del quartiere latino, famosa per il campanile e per i numerosi tesori lasciati dai sovrani aragonesi; la chiesa di San Nicola, sorta nel quartiere greco-bizantino, è importante per quadri di scuola antonelliana, per la fonte battesimale del XIII secolo, ecc.; San Martino è la chiesa del quartiere gallo-italico, nota soprattutto per la torre campanaria e per il “Crocifisso della pioggia”.La via degli archi, la porta aragonese, il castello carcere, in passato sede di Federico II durante le sue battute di caccia e poi di diverse sedute del parlamento siciliano sotto gli aragonesi, oggi museo in cui è possibile ammirare,tra l’altro, un pregiatissimo vaso greco per liquidi pregiati, l’oinokoe, rendono Randazzo una cittadina meravigliosa, piena di storia e suggestioni.
- Visita al castello Nelson
Il complesso denominato Ducea Nelson, si trova a circa 13 chilometri da Bronte, ubicato su un terreno pianeggiante di fondo valle sulla riva sinistra del torrente Saraceno. Comprende l'ala gentilizia, un tempo residenza dei Nelson (impropriamente detta il Castello) oggi trasformata in Museo, i resti dell’antica abbazia benedettina dedicata a Maria Santissima, fatta costruire da Guglielmo II il Buono, la chiesetta di Santa Maria di Maniace ed un grande lussureggiante parco. Sorse intorno al 1173, probabilmente sulle rovine di una preesistente costruzione basiliana, per volontà della Regina Margherita, per durevole memoria della battaglia vinta da Giorgio Maniace contro i Saraceni. Dopo svariate vicissitudini nel corso dei secoli, tra cui il terremoto del 1693, venne donato ad Orazio Nelson insieme ad un vasto feudo nel 1799 da Ferdinando III. Nel 1981 il Comune di Bronte acquistò la struttura dall’ultimo erede dell’ammiraglio inglese.
- Pranzo, Menu turistico
Antipasto casareccio Bis di Primi Secondo con contorno Frutta di stagione Acqua, Coca –Cola, vino e caffè
- Visita al Museo del Carretto Siciliano
Il museo si trova in contrada Cantera, fra l'Etna edi Nebrodi, a due passi dal Simeto, con una preziosa collezione di ben 50 carretti siciliani, una decina di calessi, carrozze per lieti eventi e poi giare e anfore decorate, pupi siciliani e i vari ornamenti del cavallo, adibito al traino: pennacchi, testiere, pettoriere e altro. ’epoca anche il salottino dove ci si può accomodare per sapere cosa rappresentano le decorazioni, sui mascillari (sponde) o nella cascia i carrettu (pianale) o nei gambetti (raggi della ruota), raffiguranti scene epiche: "Il trionfo di Bacco"; poemi cavallereschi: "Duello di Ruggiero e Rinaldo"; saghe nostrane: "Turi Malacorda e i mafiosi di Palermo"; personaggi come: "Turi Giuliano"; e poi i passionali intrecci amorosi di "Cavalleria Rusticana" di Verga, con "Compari Affiu e Compari Turiddu".
- Visita ad Azienda di trasformazione e lavorazione del pistacchio di Bronte
La visita è finalizzata a far conoscere le tecniche di lavorazione e trasformazione del pistacchio di Bronte, principale risorsa economica del paese.
Minimo 20 persone Variazioni itinerario o pranzo da concordare con l'organizzatore.
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 Randazzo, Chiesa di Santa Maria
 Randazzo, Chiesa di San Martino
 Randazzo, Via degli archi
 Vista del Castello Nelson dal ponte sul fiume Saracena
 Particolare di un carretto siciliano conservato al museo
 Essiccazione naturale del pistacchio
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