Patrimonio artistico di Bronte
Il quadro delle attrattive del territorio brontese non può ovviamente tralasciare quello che è il patrimonio artistico, che insieme alla tradizioni popolari, le colture, ed i paesaggi danno un idea di quella che è l’espressione culturale locale, e permette di avere un quadro generale su ciò che si ha a disposizione per fare un oculata promozione turistica, selezionando i punti di forza, e valorizzando gli aspetti più significativi, per trasmettere al turista una reale esperienza della località che ha deciso di visitare.
Partendo dai siti archeologici, di notevole interesse sono le testimonianze lasciate dai siculi in particolare nella Rocca Calanna, dove si trovano le già citate tombe a grotticella, le quali si sono salvate dall’oblio poiché le varie colate che hanno devastato il territorio le hanno risparmiate. Per quel che concerne la Valle di Bolo, questa è descritta da diversi studiosi, tra i quali ad esempio il Cavallari che, descrivendo nella seconda metà dell’800 l’incantevole panorama visibile dalle rupi dove sorgono i castelli medievali, si sofferma sul fatto che queste terre erano abitate soltanto da pochi pastori che per lingua e costumi erano molto simili ai satiri dei vasi greci. Ma questi parlavano di un fantastico tesoro, quello del Rex Boly (un sovrano siculo da cui deriverebbe il nome del sito che avrebbe celato un tesoro). Che esistesse o meno un re il quale avrebbe nascosto un tesoro è ipotesi quanto mai discutibile, ma i ritrovamenti archeologici mostrano l’importanza del sito. Il Casagrande afferma che l’abbondante presenza di materiale macedone (tra cui cinque tetradrammi di Lisimaco fior di conio, alcune monete con l’effigie d’Agatocle ed altre con quella di Gerone II, nonché vasellame ascrivibile alla stessa epoca) potrebbe portare ad una affascinante ipotesi. Vale a dire la possibilità che non solo la valle di Bolo fosse un avamposto mamertino, ma che questa sia stata teatro di scontri fra il bellicoso popolo devoto a Marte e le truppe del re Pirro. In contrada Castellaci il rinvenimento più significativo avvenne agli inizi del XX secolo, quando venne ritrovato un sarcofago decorato con pietre preziose e lamine di piombo che fu poi venduto ad un orefice ( “u tesoru ra riggina” lo chiamarono i brontesi) ma del quale non si accertò mai la cronologia. La posizione del sito (sulle rive del Simeto e non lontano dalla famosa contrada Mendolito ad Adrano) e gli evidenti segni di valenza strategica, rafforzerebbero la tesi del Radice circa la possibile presenza di una stazione mamertina. Le testimonianze romane sono molteplici, e riguardano rinvenimenti spesso fortuiti di cui il Radice ci da notizia. Nel 1854 in contrada Piana presso il podere del signor Saitta furono trovati i resti di antiche abitazioni, grossi orcioli per olio, mattoni, tegole ed un grande sarcofago con il cadavere di una donna ornata di gioielli: orecchini, anelli, collane. Di fronte a questo podere nel 1904 furono ritrovati i resti di alcune case, una fornace ed una piccola necropoli con cento sarcofaghi di terracotta. Qui fu rinvenuta anche una moneta con l’effigie dell’imperatore Adriano. Di questo rilevante materiale si riuscirono a salvare solo dodici anforette che, esaminate da Paolo Orsi, vennero datate al III sec. a.C.; il Radice daterebbe invece gli insediamenti al III sec. d.C. Sempre in questa contrada fu ritrovata anche una medaglia commemorativa di Nerone, con leggenda Divus Augustus S. C., e nel rovescio Consensu Senat. et eq. ordinis P.Q.R.. Nel 1870 in contrada Margiogrande, presso il podere del Radice, venne scoperto un busto in bronzo con occhi di platino e con barba e capelli ricci, oggi conservato al British Museum di Londra. Non si sa quale personaggio fosse rappresentato, forse un filosofo od un imperatore. Nelle contrade Sciarotta, Spedalieri, Cuntarati (vicino alla contrada Piana) furono scoperti altri materiali (monete e suppellettili d’età romana). Tutte queste contrade, fa notare il Radice, si trovano lungo l’antica via consolare ed i resti di abitazioni e l’abbondante materiale farebbero supporre l’esistenza in questo territorio di un’antica Bronte, su cui, di fatto, le fonti antiche tacciono. Ma tutte queste testimonianze relative ai segni della frequentazione romana della Ducea dei Nelson, sono poca cosa rispetto al rinvenimento più importante, avvenuto appunto in contrada Erranteria presso il podere del signor Luigi Schilirò nell’aprile del 1905. Si tratta di un piccolo edificio con i resti di mura, il condotto di un bagno e soprattutto due mosaici policromi. Ma di questi oggi non ci sono più tracce. Per il periodo normanno (visto che del periodo bizantino esistono solo poche sparute tracce, e di quello arabo in Sicilia non è rimasto nulla), certamente significativi sono i ponti saraceni e il già citato castello di Torremuzza e Bolo. Vista la posizione strategica, i bizantini tra il VI e VII secolo costruirono le due torri, che successivamente furono ampliate dai normanni e poi dagli spagnoli. Soprattutto in epoca normanna questa zona divenne passaggio obbligato per pellegrini e commercianti che dovevano raggiungere Randazzo o la costa, o che facendo il tragitto inverso, dovevano recarsi a Troina ( che all'epoca era una città importantissima). I due castelli rivestivano quindi un fondamentale ruolo di controllo posti in questa vallata. Dopo un periodo d’abbandono, uno dei due castelli, Torremuzza, venne riutilizzato dai Borboni, che lo trasformarono in carcere. Il nome "Torremuzza" deriva secondo una leggenda dal fatto che dovendo costruire il castello su una rupe molto alta, fu necessario tagliare un pezzo di roccia. Un altra leggenda più verosimile dice invece che il castello è chiamato così perché un fulmine distrusse parte della torre, lasciandola come ancora oggi si può vedere.

Anfore romane ritrovate a Bronte


Askos(contenitore di unguenti) ritrovato a Bronte


Resti di cippo votivo e di macina romana del IV secolo rinvenuti a
Bronte in contrada Erranteria
(dove oggi sorge il castello di Nelson e dove Orsi trovò i resti della villa romana)


Rocca Calanna


Valle di Bolo, Torremuzza


Portale gotico-normanno di
Santa Maria di Maniace


Chiostro di Santa Maria di Maniace


Trittico di Santa Maria di Maniace
 <<  1 - 2 - 3  >> 
Per escursioni nel territorio tel. +39 3497134706 / +39 3493991675 - duceadinelson@libero.it