Bellezze Naturalistiche
La Ducea dei Nelson sorge in una area di particolare suggestione naturalistica, tra l’ Etna ed i Nebrodi attraversata dal Simeto.In questa area, ed in particolare dagli splendidi pendii di Monte Maletto, secondo molti si ha l’ immagine più incantevole dell’ Etna, gigante che da qui si mostra in tutta la sua solenne bellezza. Da Bronte , un intera vallata, il “piano della difesa”, è dominato dal gigante buono con una fitta boscaglia che copre alcuni crateri spenti ed i segni di una delle ultime colate che minacciarono il paese. Inoltre, la contrada Difesa è caratterizzata dalla presenza della Rocca Calanna, una rupe arenaria che ospita ai suoi piedi due cellette funerarie. Come mole e fascino non può certo competere con l’ ostico cliente che si trova di fronte, ma forse il contrasto e la suggestiva bellezza della vallata, hanno alimentato una leggenda popolare che vale la pena accennare. Si tratta della leggenda della Regina Elisabetta, tra l’altro strettamente connessa alla donazione a Nelson. Questa regina fece un patto con il diavolo per regnare più a lungo, ma quando nel 1603 mori’, i diavoli la portarono in volo per gettarla nel cratere dell’Etna, la porta dell’inferno. Durante il tragitto una sua pantofola andò a posarsi sulla cima della Rocca Calanna. Molto tempo dopo un pastore la vide e nel tentativo d’afferrarla si bruciò la mano. Venne così chiamato un monaco esorcista alla cui presenza la pantofola volò via. Quando nel 1799 Nelson divenne Duca di Bronte, il fantasma della regina Elisabetta gli donò un cofanetto che conteneva la pantofola, raccomandandogli di non rivelare niente a nessuno. Ma tempo dopo Nelson raccontò alla sua amante Emma Hamilton di quello incontro, ed il fantasma della regina apparsagli in sogno gli disse: “sciagurato, hai perso la tua fortuna!” Il 21 Ottobre 1805 mori’ nella battaglia di Trafalgar.Al di là delle leggende e delle bellezze, è anche vero che il vulcano diverse volte, come si sa, ha flagellato i centri abitati che nascono ai suoi piedi. Nel 1170 l’eruzione fu particolarmente violenta seppellendo buona parte del centro abitato di Bronte. Nel 1651 sempre a Bronte i fedeli portarono dinanzi la colata la statua della Madonna, che miracolosamente fece deviare il suo corso formando un muraglione che è ancora visibile dietro l’ospedale del paese. Per riconoscenza venne costruita la Chiesa della Madonna del Riparo. L’ ultima minaccia è stata nel 1997, ma fortunatamente l’Etna in quella occasione ha solo dato modo a fotografi ed artisti di immortalarla per la spettacolarità, piuttosto che per pericoli al centro abitato.Giuseppe Cimbali, illustre personaggio di Bronte, cosi’ scrisse riferendosi al vulcano: ”esso si mostra in tutto lo accordo, in tutta la purezza, in tutta l’ armonia delle sue linee più perfette e più solenni.” Porta dell’inferno, colonna del cielo, gigante buono, comunque lo si voglia chiamare il vulcano ha sempre affascinato personaggi e grandi esploratori ( dall’ imperatore Adriano a Goethe) che hanno provato a scalarlo proprio dal versante Nord-occidentale. Oggi il grande tutore del vulcano è il Parco dell’ Etna ente che sovrintende ad un territorio quanto mai ricco sia per la fauna che per la flora. Nel territorio più a valle pascolano greggi di pecore o mandrie di bovini, mentre nelle zone più alte si potranno ammirare esemplari unici quali la maestosa aquila reale. Conigli selvatici, lepri ed il cirneco dell’Etna (cane da caccia venerato dai siculi), completano il quadro per quanto riguarda le specie più significative.
Basolato lavico


Monte Minardo


Parco dei Nebrodi, Lago Trearee


Paesaggi di montagna dal versante Nord-Occidentale


Etna in eruzione


Parco dei Nebrodi, particolare del sentiero delle sorgenti
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